Tirare fuori l'essenza
Un fotografo di matrimonio, deve saper fotografare bene le diverse situazioni, ed essere dunque ferrato sia in fotografia in posa che di reportage.
Per quanto riguarda le fotografie in posa, la parte più corposa delle fotografie in posa di un matrimonio, sono i ritratti di coppia, che in genere si scattano dopo la cerimonia, nel frangente di tempo in cui gli invitati si recano alla location scelta per il ricevimento.
Per realizzare delle foto “in posa” che siano di livello non basta montare il flash, o piazzare gli sposi in controluce al tramonto e chieder loro di baciarsi per tirare fuori uno scatto di qualità.
Compatibilmente con i tempi dettati dalla logistica dell’organizzazione dell’evento, per ogni scatto va rapidamente studiata la luce, la composizione e, infine, la posa dei modelli, ossia gli sposi. Di fatto, non capita quasi mai che gli sposi nella loro vita siano dei modelli o degli attori di professione, abituati a stare davanti all’obiettivo fotografico! La più grande difficoltà è proprio questa, essere bravi a gestire con empatia i soggetti, senza chieder loro di posare in modo impostato e finto e soprattutto senza farli sentire a disagio: ricordiamoci che il disagio dona sempre una brutta espressione al volto, non c’è niente da fare!
E poi paliamoci chiaro: le foto classiche di matrimonio un po’ in stile anni ’80 con certe pose impostate e goffe, non piacciono a nessuno.
Per questo ogni fotografo matrimonialista dovrebbe saper entrare in sintonia con gli sposi e creare un clima di serenità e di confort, evitando come prima cosa di causar loro imbarazzo.

Parlando con i futuri sposi di questo, mi sono resa conto che spesso molti di loro preferirebbero saltare a piè pari il momento delle foto di coppia, per evitare di sentirsi impacciati, a disagio e inadatti di fronte all’obiettivo.
Se immaginando il momento provi anche tu la stessa sensazione di ansia e di rifiuto, ti consiglio vivamente di parlarne apertamente col fotografo prima ancora di chiudere il contratto ed ingaggiarlo. Chiedi come sarà il suo approccio e pondera la tua scelta anche in base a questo.
Personalmente non costringo mai i miei sposi a fare qualcosa che proprio non vogliono fare, chiaro, ma una volta spiegato qual è il mio metodo di lavoro e la mia filosofia, si ricredono decidono di non rinunciare a questo momento e a queste foto, e posso dire con una certa soddisfazione che l’esperienza che si trovano a vivere (e le foto che si trovano a sfogliare poi) è decisamente diversa da come l’avevano immaginata. (link foto posati - Le foto che non vorresti scattare)

Sappi che è possibile creare un’esperienza positiva e piacevole, ritagliando nella giornata del matrimonio un momento che sia prima di tutto per voi e, di conseguenza, che venga vissuto con autenticità: solo in questo modo oltre a risparmiarvi la spiacevole sensazione del disagio, si scongiurano quelle orrende e temute foto finte ed impostate, perché si tira fuori l’essenza.
Questo dipende certamente dall’approccio e dall’abilità del fotografo!
E’ questo quello che fa sempre la vera differenza in una fotografia. L’autenticità.
Come la riconosco? Se sfogliando le foto di un fotografo mi emoziono, se mi arrivano delle sensazioni, pur non essendo io il soggetto di quelle foto, l’ho trovata!

Se riconosco delle emozioni, se percepisco i sentimenti di quei soggetti, vuol dire che mi arriva la giusta sensazione di naturalezza, vuol dire che sto percependo l’essenza, non la finzione.
Anche le foto in posa possono anzi devono trasmetterti qualcosa e per percepire questo, per fortuna, non serve essere un esperto in fotografia!