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L’imbarazzo di essere fotografati

 A meno che non si è dei modelli o degli attori di professione, l’imbarazzo di essere fotografati è un qualcosa di estremamente comune.
Per quanto possa sembrare un controsenso, io stessa detesto essere fotografata! Le rare volte in cui sono stata davanti la macchina fotografica invece che dietro, ho sempre avuto una sensazione di disagio, mi sono sentita impacciata e goffa, e questo poi si è visto perfettamente dalle mie espressioni tese e dalle mie posture rigide, dalle foto stesse.

Questo argomento, perciò, mi è molto a cuore e mi trovo ad empatizzare in pieno con chi mi confida il timore di sentirsi in imbarazzo all’idea di trovarsi di fronte al mio obiettivo puntato contro.

Durante la giornata del matrimonio, in effetti, sentirsi costantemente sotto tiro dell’obiettivo fotografico può essere un problema. Il disagio e l’ansia di venire bene in foto, fa sentire impacciati ed impedisce di essere sé stessi e di godere dei momenti senza pensieri.

Il disagio, per giunta, conferisce una brutta maschera nell’espressione del volto, non c’è niente da fare. E questo, come abbiamo detto, poi si vedrà benissimo nelle foto.

In generale è ovvio che nel caso di un fotografo più “invadente” questo disagio si percepirà in maniera più forte e sarà molto difficile riuscire a superarlo. Parlo del tipo di fotografo che che ti sta addosso, che ti guida in ciò che devi fare per tirare fuori belle foto, che ti dice rifammelo, guarda me, sorridi, torna indietro, fai questo fai quello.

A meno che non abbiate proprio volutamente scelto un fotografo da red carpet (perché no, dipende da cosa desiderate), il fotografo dovrebbe saper essere discreto e sicuramente non invadente.
Dovreste riuscire a dimenticarvi di lui ed essere tranquilli rispetto alla sua presenza. Soltanto così potrete vivere appieno tutte le emozioni, liberi da condizionamenti o ansie di qualsiasi genere. E’ il vostro giorno, non dovreste avere pensieri o turbamenti!

E’ ovvio che questo non si ottiene in automatico o auto-imponendoselo, ma anzi per arrivare a questo punto di fiducia ed empatia va fatto un lavoro prima (che parte dal fotografo stesso), per costruire quel minimo di confidenza che vi permetterà di essere sereni e di affidarvi poi.

Non mi stancherò mai di dirlo: scegliere con consapevolezza e lungimiranza, è la strategia vincente per essere sereni, poi. Quindi quando scegliete il fotografo fategli domande sul suo metodo di lavoro e soprattutto parlategli apertamente delle cose che vi fanno sentire a disagio e di come immaginate e desiderate il servizio fotografico.

Scegliete il fotografo con testa e cuore e non affidatevi al caso, per non rischiare di sentirvi in ansia in uno dei giorni più speciali della vostra vita!

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